Il Nepal azzera i permessi di scalata per 97 montagne minori, un’iniziativa che mira a rilanciare il turismo nelle regioni remote del paese. Questa strategia arriva mentre aumenta il costo per scalare l’Everest, che nella stagione 2024 raggiunge i 15.000 dollari, creando un doppio binario per favorire una distribuzione più equa dei flussi turistici e potenziare lo sviluppo economico di aree meno frequentate come Karnali e Sudurpaschim.
Turismo sostenibile e trasferimento flussi montani
Il provvedimento del Dipartimento del Turismo di Kathmandu cancella per due anni i costi dei permessi per montagne comprese tra 5.970 e 7.132 metri. L’obiettivo è attirare alpinisti e trekker verso vette meno battute, decongestionando le zone più popolari come l’Everest che, con oltre il 75% degli introiti da permessi d’alpinismo, domina il mercato. Tale misura vuole inoltre distribuire i benefici economici del turismo a territori poveri e isolati, valorizzando prodotti turistici inesplorati e creando opportunità di lavoro e reddito locale.
Infrastrutture, sicurezza e impatti ambientali chiave
Non basta eliminare la tassa per attrarre visitatori in regioni con infrastrutture limitate e servizi ridotti. Le province di Karnali e Sudurpaschim soffrono di strade non asfaltate, scarsa capacità ricettiva e mancanza di reti di soccorso efficienti. La presenza di vette oltre i 6.000 metri richiede inoltre competenze alpinistiche e standard di sicurezza rigorosi. Senza investimenti in formazione, governance locale e sistemi di emergenza, c’è il rischio di aumentare incidenti e impatti ambientali negativi, come degrado dei sentieri e pressione su risorse idriche e biodiversità. Fondamentale sarà la gestione responsabile dei rifiuti e il sostegno a modelli di turismo community-based per assicurare che i guadagni rimangano nelle comunità.
Condizioni per il successo e prospettive future
Per funzionare, la misura necessita di chiarezza normativa, procedure digitali snellite e investimenti pubblici-privati su infrastrutture, sanità e servizi di soccorso. La formazione di guide locali certificati e meccanismi di condivisione dei benefici economici sono altrettanto cruciali. Monitorare in modo sistematico flussi turistici, impatti economici e ambientali permetterà di adattare la strategia. L’aumento delle tariffe sull’Everest, se usato saggiamente, potrà cofinanziare questo sviluppo. Il vero banco di prova sarà il riscontro nei prossimi due anni, quando si potrà valutare se il “gratis” sulle vette dimenticate si trasforma in crescita sostenibile e inclusiva per il Nepal.