La ricerca sulla friendlyness turistica delle città italiane mette Matera in testa alla classifica nazionale con un indice di soddisfazione del 87,54%. Questo dato sintetizza l’esperienza complessiva vissuta dal visitatore, che si misura con la qualità dei servizi, la fruibilità dei luoghi, l’accoglienza della popolazione e la percezione di sicurezza. Il segreto di Matera risiede nella sua capacità di trasformare il patrimonio urbano in un sistema di ospitalità diffusa, creando un modello in cui il visitatore si sente realmente a casa, oltre il mero ruolo di turista, adottando un approccio di viaggio autentico e sostenibile.
Perché Matera è la città più accogliente
Matera emerge per la coesione tra offerta culturale integrata e un tessuto ricettivo innovativo che ha saputo ripensare spazi e narrazioni. Fondamentale è la sua capacità di accogliere gruppi diversi di visitatori mantenendo un’autenticità che si percepisce in ogni esperienza. L’incidenza di una popolazione locale disponibile e partecipe contribuisce a creare relazioni genuine con i turisti. Come sottolinea il responsabile ricerca di Travel Appeal, “Matera funziona perché l’ospitalità è pratica quotidiana e non semplicemente marketing”.
Confronto con altre città italiane friendly
Altre realtà provinciali come Lucca (83,91%) e Lecce (83,49%) confermano il valore delle città medio-piccole dal forte legame territoriale e identitario. Nel confronto, metropoli come Roma offrono eccellenza in specifici settori: la posizione e l’accoglienza locale ottengono indici sopra il 90%, ma la qualità della ricettività evidenzia margini di miglioramento, con un punteggio del 67,8% sulle camere. Diversi studi, incluso quello di Federalberghi Roma, mostrano come la domanda si orienti verso standard ricettivi sempre più allineati all’immagine splendida che la città offre online.
Queste differenze suggeriscono strategie diversificate: le grandi città devono puntare sulla riqualificazione degli spazi ricettivi e sulla formazione del personale per offrire un’esperienza coerente con le aspettative digitali, mentre le città turistiche di dimensioni più ridotte devono gestire la crescita in modo sostenibile, preservando autenticità e qualità senza sovraccaricare gli abitanti o i servizi. Inoltre, valorizzare i borghi e la cucina locale può offrire modelli replicabili, come i borghi della Gallura.
Reputazione digitale e innovazioni nell’ospitalità
Oggi il posizionamento turistico delle città si fonda sull’analisi dei big data estratti da recensioni online, query di ricerca e indicatori di reputazione digitale. La collaborazione tra enti pubblici e società di travel intelligence permette di tradurre i feedback in interventi concreti: ottimizzazione dei servizi, miglioramento del customer service e campagne comunicative efficaci. Un analista di Amadeus Travel Intelligence spiega che queste informazioni consentono di individuare rapidamente criticità reali, come la qualità degli alloggi, intervenendo con programmi di capacity building mirati.
Le città più amichevoli stanno inoltre sperimentando innovazioni replicabili come app cittadine integrate, servizi digitali di concierge, reti di ospitalità diffusa che coordinano ricettività e operatori culturali, e iniziative di turismo inclusivo volte a migliorare l’accessibilità per persone con disabilità o esigenze particolari. La formazione professionale si estende oltre il settore alberghiero, coinvolgendo ristoratori e esercenti per garantire un’accoglienza autentica e qualificata anche nei punti vendita e nelle attività commerciali.
Non mancano però sfide strutturali: la necessità di migliorare la qualità delle camere, come dimostra il caso romano, e le difficoltà nel reperire personale qualificato per front office e food & beverage rappresentano ostacoli da superare. Inoltre, la crescita delle destinazioni deve essere accompagnata da politiche di governance sostenibili, che coinvolgano residenti e operatori locali per tutelare la qualità della vita urbana e l’ambiente.
La distribuzione territoriale delle presenze turistiche evidenzia il ruolo centrale del Nord-Est, con il Veneto in particolare che resta un polo di attrazione privilegiato grazie alla sua offerta diversificata e a un sistema ricettivo consolidato. Le amministrazioni devono puntare a distribuire i flussi turistici, potenziare la mobilità e valorizzare percorsi meno noti per evitare eccessi di pressione su destinazioni iconiche.
Per sfruttare appieno il potenziale della friendlyness, le politiche urbane devono quindi orientarsi verso programmi di riqualificazione ricettiva con incentivi mirati, investimenti nella formazione e fidelizzazione del personale, governance partecipate inclusivi e uso sistematico dei dati online per migliorare l’esperienza. Il modello Matera dimostra che essere la città più amichevole non dipende dal caso, ma da una strategia coerente e integrata tra pubblico e privato, con un’attenzione costante alla qualità percepita e alla gestione della domanda turistica.
Questa visione può essere ispirazione per molte altre realtà urbane che vogliono far sentire ogni visitatore a casa. Solo vincendo la complessità di accoglienza, sostenibilità e innovazione digitale, una città può posizionarsi come simbolo di un turismo che valorizza persone, luoghi e cultura, garantendo benefici duraturi all’economia e al tessuto sociale.