Il turismo globale sta vivendo una fase di grande trasformazione, e la capacità delle destinazioni di sostenere una crescita equilibrata e a lungo termine è diventata un tema centrale. Proprio per questo, il World Sustainable Travel & Hospitality Awards (WSTHA) e Tourism Economics hanno lanciato il primo Global Destination Resilience Index 2025, uno strumento innovativo pensato per valutare la resilienza delle 50 principali destinazioni turistiche al mondo. Questo indice va oltre la semplice misurazione del flusso turistico, proponendo un benchmark che integra crescita economica, sostenibilità ambientale e preparazione ai rischi climatici, elementi chiave per una gestione consapevole e strategica del turismo.

Struttura e metodologia dell’indice di resilienza

L’indice si basa su un approccio articolato che coinvolge cinque pilastri fondamentali per comprendere la resilienza di una destinazione. In primo luogo, la Combinazione dei Trasporti valuta la diversificazione e sostenibilità delle modalità di mobilità, dall’aereo al trasporto urbano, fondamentale per garantire accessibilità con un impatto ambientale contenuto. L’Intensità Turistica misura il rapporto tra numero di visitatori e capacità di accoglienza, evidenziando il rischio di sovraccarico e il possibile impatto sulla qualità della vita locale. Sul fronte ambientale, si analizzano le politiche di conservazione delle risorse e degli habitat naturali, nonché la gestione di problematiche come la qualità dell’aria e dell’acqua. Il pilastro Clima considera la vulnerabilità agli eventi estremi e le strategie di adattamento, inclusi piani di emergenza e infrastrutture resilienti. Infine, la componente Macroeconomica esamina la stabilità economica, la dipendenza dal turismo e la capacità di assorbire shock esterni grazie alla diversificazione produttiva e strumenti di politica pubblica.

Questo modello multipilastro consente di offrire un panorama più ampio e dettagliato, fornendo a policy maker e operatori uno strumento pragmatico per orientare decisioni e investimenti verso un turismo sostenibile e competitivo nel tempo.

Indicazioni strategiche per politiche e investimenti turistici

Dall’analisi emerge che le destinazioni con infrastrutture di trasporto multimodali e piani climatici integrati tendono a ottenere i migliori risultati di resilienza. Al contrario, località con forte dipendenza economica da un singolo segmento o con elevata intensità turistica senza adeguata governance mostrano vulnerabilità sistemiche.

Per i decisori pubblici, l’indice è una mappa di priorità: promuovere la mobilità sostenibile e diversificare l’economia locale sono leve cruciali per migliorare la resilienza finanziaria e ambientale. Per gli investitori privati, invece, offre un benchmark affidabile per valutare i rischi paese oltre i tradizionali indicatori e orientare capitali verso progetti che favoriscano la capacità locale di resilienza e riducano la fragilità climatica.

Come ha sottolineato un rappresentante del WSTHA, questo indice nasce dall’urgenza di misurare “non solo la quantità di visitatori, ma l’impatto reale del turismo su comunità ed ecosistemi.” Turisti e operatori trovano così una guida per costruire un modello turistico più responsabile, mentre Tourism Economics evidenzia il valore di indicatori comparabili a livello globale per integrare rischi climatici e capacità portante nelle analisi finanziarie.

Limiti, sfide e possibili sviluppi futuri del progetto

Nonostante l’importanza di questo primo indice globale, gli autori riconoscono alcune criticità. Le differenze strutturali tra destinazioni, con economie e capacità amministrative assai diverse, rendono complessa la comparabilità. Inoltre, la qualità e disponibilità dei dati locali può influenzare l’accuratezza delle valutazioni, soprattutto nei Paesi con minor capacità statistica.

Per superare questi limiti, è previsto un aggiornamento periodico dell’indice, con un ampliamento della copertura e l’inclusione di nuovi indicatori socio-culturali e di equità, più difficili da misurare su scala globale. L’adozione di questo strumento potrà generare effetti concreti, come maggiore trasparenza sui rischi, migliori allocazioni di capitale e incentivo a innovazioni infrastrutturali e gestionali.

In quest’ottica, l’indice potrebbe rivelarsi decisivo per attrarre finanziamenti verdi, gestire la capacità portante e pianificare la stagionalità, configurandosi come una pietra miliare per un turismo che coniughi crescita e sostenibilità nel prossimo decennio.