Un’esplosione ha scosso la sera del 10 novembre 2025 l’area intorno al Forte Rosso di New Delhi, provocando almeno 13 morti e oltre 20 feriti. Il veicolo coinvolto, una Hyundai i20 parcheggiata vicino all’ingresso della metropolitana Lal Qila, conteneva una miscela esplosiva a base di ammoniaca che ha innescato un incendio esteso. Questa emergenza ha subito attivato controlli serrati nella capitale indiana e ha messo in allerta le autorità diplomatiche e turistiche, con raccomandazioni precise per chi si trova a viaggiare o risiedere in zona.

Dettagli e impatto dell’attentato a New Delhi

L’esplosione si è verificata alle 18:52, in un momento di grande afflusso turistico nella zona storica del Forte Rosso, simbolo imprescindibile di Delhi. Il potente carico esplosivo ha colpito non solo il veicolo, ma anche numerose automobili e risciò nelle vicinanze, causando un incendio difficile da domare. Le emergenze hanno immediatamente evacuato la zona e sospeso temporaneamente il servizio della metropolitana e il traffico stradale nell’area. Le ricadute sono state particolarmente forti sul turismo, con cancellazioni e riorganizzazioni improvvise di tour e trasferimenti. Le autorità hanno intensificato i controlli in tutti i nodi di trasporto pubblico, prevedendo disagi e verifiche approfondite ai bagagli per garantire la sicurezza dei viaggiatori.

Sicurezza viaggiatori: consigli e precauzioni essenziali

In risposta all’allerta lanciata dalle autorità locali e consolari, i viaggiatori sono invitati a evitare luoghi affollati e siti turistici sensibili fino a nuova comunicazione. È fondamentale seguire le indicazioni fornite dalle forze dell’ordine e mantenere un contatto costante con le rappresentanze diplomatiche. Registrarsi presso il consolato e avere a portata di mano documenti e informazioni di emergenza sono passaggi indispensabili per muoversi con maggiore sicurezza in una capitale divenuta improvvisamente ad alto rischio. Inoltre, si raccomanda di prevedere tempi supplementari per spostamenti e controlli di sicurezza, preparandosi a possibili ritardi nei trasporti pubblici.

Le indagini e il pericolo della rete «colletti bianchi»

Le forze dell’ordine hanno individuato un sospetto principale, un medico kashmiri di 36 anni, Umar Un Nabi Mohammed, insieme ad altri due colleghi accusati di far parte di una rete clandestina con presunti collegamenti a gruppi militanti come Jaish-e-Mohammed e Ansar Ghazwat-ul-Hind. Questa rete, definita dai media una «rete dei colletti bianchi», sembra utilizzare tecniche sofisticate e chimiche, ponendo sfide complesse all’attività investigativa. Le autorità stanno ora workando per smantellare filiere di approvvigionamento e radicalizzazione, cercando di evitare stigmatizzazioni troppo ampie e mantenendo alta l’attenzione sul rischio di infiltrazioni professionali.