L’eruzione del vulcano Hayli Gubbi in Etiopia il 23 novembre 2025, la prima dopo più di 12.000 anni di inattività, ha avuto un impatto notevole sul traffico aereo internazionale. Una colonna di cenere vulcanica ha raggiunto circa 14 km di altezza, invadendo le rotte aeree tra il Corno d’Africa, il Medio Oriente e il subcontinente indiano. La nube di cenere, trasportata dai venti a quote di crociera, ha costretto alcune compagnie indiane a cancellazioni, deviazioni e ispezioni tecniche preventive, sottolineando l’importanza della sicurezza aeronautica in presenza di fenomeni naturali remoti ma influenti.

Dettagli tecnici dell’eruzione e rischi per l’aviazione

L’altezza della colonna eruttiva, che ha superato la soglia dei 14 chilometri, ha permesso alla cenere di raggiungere la bassa stratosfera, consentendo il trasporto per lunghissime distanze. Le particelle di cenere sono estremamente abrasive e possono provocare seri danni ai motori turbofan, inclusi erosione delle pale, ostruzione dei condotti di raffreddamento e depositi fondenti nelle sezioni calde. Inoltre, la cenere incide negativamente sui sensori pitot e statici, elementi fondamentali per le misurazioni di volo, e può compromettere la visibilità dell’equipaggio, aumentando i rischi operativi. Per queste ragioni, la presenza di polvere vulcanica in quota è tra le minacce più temute dagli specialisti di sicurezza aerea, con procedure rigorose basate su monitoraggio e modalità di evitamento.

Impatto operativo e risposte delle compagnie indiane

Le compagnie aeree indiane hanno adottato misure di sicurezza stringenti, tra cui la cancellazione di diversi voli e la sospensione temporanea di rotte verso il Medio Oriente, comprese destinazioni come Jeddah, Kuwait e Abu Dhabi. Air India ha annullato 11 voli nelle prime 48 ore dell’emergenza per consentire ispezioni approfondite sugli aeromobili sorvolati dalla nube di cenere. Parallelamente, l’autorità meteorologica indiana ha fornito previsioni di dispersione della cenere, stimando un graduale ritorno alla normalità entro il pomeriggio del giorno successivo. Questi interventi hanno ridotto l’impatto complessivo sull’operatività aeroportuale, anche se hanno causato inevitabili ritardi e disagi ai passeggeri e ai servizi cargo.

Coordinamento internazionale e sviluppi futuri per la sicurezza aerea

Questo episodio evidenzia l’importanza della cooperazione tra enti meteorologici regionali, servizi di avviso cenere vulcanica (VAAC) e autorità aeronautiche per tracciare e prevedere con precisione l’evoluzione delle nubi di cenere. Proprio il coordinamento di questi attori ha permesso di aggiornare tempestivamente i NOTAM e riorientare le rotte con alternative più sicure, oltre a rafforzare i protocolli di ispezione post-volo. Gli esperti sottolineano la necessità di procedure operative sempre più standardizzate, sia per le ispezioni motori che per la manutenzione strutturale degli aeromobili, in modo da minimizzare gli impatti economici e logistici di simili eventi. Inoltre, continuare il monitoraggio dei vulcani “dormienti” e migliorare i modelli di previsione della dispersione della cenere rappresenta una priorità per la sicurezza globale del trasporto aereo, soprattutto nelle regioni caratterizzate da traffico intenso tra Africa, Medio Oriente e Asia.