La regione Amhara, nel nord dell’Etiopia, oggi rappresenta un serio rischio per i viaggiatori italiani a causa di un aumento preoccupante di criminalità, rapimenti e violenze. Proprio nelle aree turistiche tra Lalibela, Gondar, Bahir Dar e il Lago Tana, storiche mete di grande richiamo culturale e naturale, si registrano sempre più casi di sequestri di stranieri e detenzioni arbitrarie. Un turista è stato recentemente prelevato mentre rientrava da una visita ai siti rupestri di Lalibela, con i rapitori che hanno richiesto un riscatto minacciando gravi conseguenze. Questi episodi mettono a dura prova la sicurezza nella regione, determinando il blocco dei viaggi da parte del Ministero degli Affari Esteri italiano e l’invito a scaricare l’app “Viaggiare Sicuri” per aggiornamenti costanti.
Sicurezza e Turismo in Amhara a Rischio
La regione Amhara ospita tesori di inestimabile valore storico e naturalistico: le chiese monolitiche di Lalibela, i castelli di Gondar e il vasto ecosistema del Lago Tana sono attrazioni di fama internazionale. Tuttavia, il recente aumento delle attività criminali organizzate, tra cui rapimenti a scopo di estorsione e atti di violenza da parte di milizie e forze armate, sta minacciando la stabilità e la reputazione del turismo locale. Secondo la Commissione etiope per i diritti umani, vi sono confermate denunce di esecuzioni extragiudiziali e torture, con episodi come quello del 29 gennaio nella città di Merawi che alimentano un clima di insicurezza. Di conseguenza, diverse ambasciate hanno rafforzato le misure di sicurezza e suggeriscono di evitare ogni spostamento non essenziale nella zona.
Consigli e Linee Guida per Viaggiatori e Operator
Alla luce di questi gravi eventi, il Ministero italiano sconsiglia vivamente qualsiasi viaggio nella regione Amhara. I viaggiatori sono invitati a monitorare costantemente aggiornamenti tramite l’app ufficiale “Viaggiare Sicuri” e a registrarsi presso i consolati se già presenti in loco. È fondamentale limitare gli spostamenti al solo necessario e seguire le indicazioni delle autorità locali. Per i tour operator, è consigliato rivedere le proprie politiche di rischio e comunicare con chiarezza le clausole relative a coperture assicurative, in particolare riguardo a rapimenti ed evacuazioni d’emergenza. Solo un impegno coordinato tra istituzioni, operatori e comunità potrà restituire un clima di fiducia e sicurezza, ma finché persistono queste criticità, la prudenza è d’obbligo.