La Grotta Mangiapane a Custonaci, in provincia di Trapani, rappresenta un autentico tesoro nascosto che combina natura e storia in un’unica esperienza. Questo borgo rupestre, scavato nella roccia calcarea, custodisce un patrimonio unico: abitazioni, stalle, botteghe e una cappella vivono sospesi tra XIX e XX secolo, offrendo uno spaccato della vita contadina isolana ancora oggi perfettamente conservato. La sfida attuale è rendere accessibile questo sito storico senza perderne l’identità né danneggiare la sua integrità ambientale e antropologica, mantenendo così vivo il legame con la memoria locale.
Architettura rupestre e vita contadina storica
La Grotta Mangiapane nasce come cavità naturale ma rapidamente, dalla fine dell’Ottocento, è stata adattata a spazio abitativo e produttivo. Case, stalle, botteghe e la cappella furono costruite all’interno e all’ingresso dell’antro, sfruttando la protezione naturale della roccia. Questa fusione tra l’architettura vernacolare e la morfologia naturale la rende un esempio raro di insediamento rupestre in Sicilia. Gli ultimi abitanti lasciarono questo luogo nella metà del Novecento, ma le tracce materiali e immateriali della loro vita quotidiana rimangono intatte. Studi storici sottolineano come la disposizione degli ambienti e le strutture siano direttamente collegate alle attività di allevamento, agricoltura e produzione domestica dell’epoca, offrendo preziosi dati sulle economie contadine siciliane tardo-ottocentesche.
Il presepe vivente e il turismo esperienziale
Dal 1983, la Grotta Mangiapane si anima durante le festività natalizie con un presepe vivente che coinvolge oltre 160 partecipanti della comunità locale. Più che una semplice rappresentazione, questo evento è riconosciuto come patrimonio immateriale della Sicilia e rappresenta una forma di valorizzazione partecipativa che mantiene vive tradizioni, mestieri e rituali natalizi antichi. Questa rievocazione non solo rafforza il senso di comunità locale, ma attira numerosi visitatori italiani e stranieri, contribuendo alla destagionalizzazione dell’offerta turistica e promuovendo l’economia del territorio senza forzare il sito, puntando a un turismo sostenibile e rispettoso del luogo.
Accessibilità, gestione e conservazione sostenibile
La Grotta è aperta al pubblico da aprile a novembre, con tariffe accessibili e una gestione pensata per non sovraccaricare il sito: l’ingresso costa 3 euro, gratuito sotto i cinque anni, e la prenotazione è richiesta solo per gruppi. Tale modello favorisce un turismo di prossimità e un utilizzo sostenibile. Tuttavia, permangono sfide legate alla carenza di infrastrutture di supporto e alla vulnerabilità degli ambienti nei confronti delle pressioni antropiche. Il piano di conservazione del sito prevede monitoraggi climatici, limitazioni degli accessi nelle zone più fragili e manutenzione delle strutture murarie. Fondamentale è il coinvolgimento della comunità, custode storica della memoria, affinché la gestione diventi uno sforzo condiviso tra pubblico, privato e cittadini. Idee innovative come visite guidate a gruppi limitati, percorsi sensoriali e laboratori artigianali sono allo studio per redistribuire valore economico e culturale alle realtà locali. Infine, la grotta è inserita in un contesto territoriale che la collega a centri storici, saline e coste trapanesi, puntando a una valorizzazione integrata rafforzata da media digitali e itinerari turistici tematici. Così, la Grotta Mangiapane si rivela non solo un luogo da visitare, ma un laboratorio vivo di storia e cultura che invita a conoscere senza consumare.