La disponibilità d’acqua nella Diga del Liscione rappresenta un elemento cruciale per il Molise, una regione che affida a questo bacino strategico la sicurezza idrica per usi irrigui e civili. Dopo mesi con piogge scarsissime, il dibattito intorno alla gestione e alla manutenzione dell’invaso si intensifica, mettendo in discussione la capacità di questa infrastruttura di rispondere alle sfide climatiche e socio-economiche attuali.

Caratteristiche tecniche e raccolta idrica

La Diga del Liscione, costruita tra il 1967 e il 1973 sul fiume Biferno, ha un ruolo fondamentale nella stabilizzazione delle risorse idriche di un territorio segnato dalla stagionalità delle precipitazioni e dalla frammentazione aziendale agricola. La diga, un sbarramento a rilevato di materiali sciolti permeabili alto 60 metri, sostiene un bacino imbrifero di 1.043 km² e un invaso che può contenere fino a 173 milioni di metri cubi d’acqua, di cui circa 137 milioni sono utilizzabili per scopi irrigui e potabili. Tuttavia, la capacità utile è soggetta a perdite dovute alla sedimentazione e all’evaporazione, fattori che riducono significativamente la disponibilità nei periodi di siccità prolungata.

Gestione delle risorse e sfide attuali

Oltre ai numeri, la diga si inserisce in una rete complessa di governance che coinvolge il gestore regionale, i consorzi di bonifica e le comunità locali. I due principali consorzi, Destra Trigno e Basso Biferno e Larinese, ripartiscono annualmente 33,57 milioni di metri cubi per irrigazione, con priorità spesso riservata all’uso potabile durante gli stress idrici. Nel contempo, la sedimentazione accumulata riduce la capacità dell’invaso, rendendo necessari interventi tecnici costosi come il dragaggio, mentre la manutenzione delle strutture e dei sistemi di sicurezza richiede risorse costanti. La programmazione degli usi si basa su quote e scenari variabili, che in presenza di scarsità comportano tagli e riallocazioni difficili per gli agricoltori, alimentando tensioni tra le parti coinvolte.

Innovazione e strategie per il futuro sostenibile

Per affrontare queste criticità, gli operatori stanno adottando tecnologie innovative: sistemi di monitoraggio in tempo reale dei livelli idrici, telemetria per gestire i rilasci, e mappe satellitari per ottimizzare l’irrigazione in base all’evapotraspirazione. Parallelamente, le pratiche agricole si evolvono verso metodi a basso consumo come l’irrigazione a goccia e la fertirrigazione, migliorando la resilienza del suolo. Le collaborazioni tra consorzi, istituzioni e mondo agricolo si rivelano essenziali per armonizzare governance e adattamento climatico, includendo modelli previsionali e incentivi per ridurre la domanda idrica. Questi passaggi sono fondamentali per garantire che la diga del Liscione continui a essere un pilastro per lo sviluppo agricolo e la sicurezza idrica regionale anche nei futuri periodi di stress climatico.