Nel cuore di Palermo, città ricca di stratificazioni culturali e architettoniche, è stata scoperta a 30 metri di profondità una grande aula liturgica sotterranea che rischia di riscrivere la storia dell’edilizia locale. Ciò che emerge con forza non è soltanto la profondità della struttura ma soprattutto il legante utilizzato per unire le murature, un materiale storico sorprendentemente simile ai moderni geopolimeri e alla calce idraulica naturale. Le analisi suggeriscono un utilizzo di conglomerati vulcanici locali attivati chimicamente, anticipando conoscenze oggi al centro delle ricerche sui materiali sostenibili.
Contesto storico e archeologico della cattedrale palermitana
La nuova scoperta si colloca sotto la Cattedrale di Palermo, un monumento che riflette secoli di storia e stratificazioni artistiche e culturali, dall’epoca normanna all’epoca araba, fino a inserimenti gotici e barocchi. Il complesso è documentato dall’XI-XII secolo e rappresenta un crocevia di influenze bizantine e islamiche. La cavità sotterranea, con le sue dimensioni significative e la presenza di navate e cappelle, potrebbe essere stata parte di sistemi rupestri religiosi più antichi, successivamente integrati nella trama urbana della città. La profondità e la complessità della struttura indicano tecniche di scavo avanzate per l’epoca e un uso intenzionale in ambito cultuale e funzionale nel contesto storico della città.
Materiali e tecniche costruttive innovativi
Le indagini sui materiali da costruzione hanno rivelato un legante a base di calce mescolata con cenere vulcanica e lapillo provenienti dall’area siciliana, come l’Etna e le isole Eolie, ma con caratteristiche chimiche e fisiche che indicano un processo di attivazione simile a quello delle malte geopolverizzate moderne. Le analisi petrografiche con microscopia elettronica e spettrometria hanno evidenziato una fase amorfa ricca in silicati e alluminosilicati idrati che assicurano una bassa porosità e un’alta resistenza meccanica, con valori compresi tra 8 e 18 MPa, confrontabili con molte malte idrauliche storiche. Questo legante garantisce anche una bassissima permeabilità all’acqua e una durabilità straordinaria, condizione favorita anche dalle costanti condizioni microclimatiche sotterranee di umidità e temperatura.
Questa scoperta suggerisce che gli antichi costruttori siciliani non solo conoscessero la tradizione romana della pozzolana, ma applicassero già tecniche sofisticate di attivazione chimica del materiale vulcanico per ottenere leganti performanti. Il tutto in un periodo che va dal tardo-antico al medioevo, rendendo così la Sicilia un punto di riferimento per metodi edilizi avanzati nel Mediterraneo.
Implicazioni per conservazione e materiali sostenibili
Comprendere la composizione originale di questi leganti apre nuove prospettive per il restauro della cattedrale e delle strutture adiacenti, permettendo di sviluppare interventi di conservazione che rispettino le caratteristiche chimico-fisiche del materiale originario. Evitare incompatibilità nel restauro è fondamentale per preservare queste stratificazioni millenarie senza causare degrado accelerato.
Inoltre, la ricerca su questi materiali offre spunti innovativi per il settore edilizio moderno, dove si cercano alternative ai leganti tradizionali ad alta emissione di CO2. L’utilizzo di risorse vulcaniche locali e processi di attivazione a basse temperature rappresentano un modello efficace di edilizia sostenibile, in grado di coniugare tradizione e innovazione.
Un dialogo interdisciplinare tra archeologi, chimici dei materiali, ingegneri e restauratori si sta rafforzando allo scopo di approfondire datazioni, replicare miscele e testare la durabilità su scala scientifica. Questo progetto si presenta come un esempio concreto di come il passato possa guidare il futuro dell’architettura e della conservazione culturale.
La storia millenaria e l’architettura stratificata della città, descritta nel dettaglio nello studio sulla Cattedrale di Palermo – storia e contesto, si arricchisce così di un ulteriore capitolo scientificamente affascinante, che pone Palermo tra le città più importanti per lo studio dell’ingegneria antica.
Chi è interessato alle complesse stratificazioni religiose e artistiche dell’isola può approfondire il contesto generale visitando un Cattedrali siciliane: viaggio tra fede, arte e storia che mostra come queste costruzioni rappresentino veri scrigni di arte e conoscenza, non solo spirituale ma anche tecnica.