
San Vittorino - la chiesa sommersa
Un rudere con tre navate, una facciata in calcare giallo e una sorgente che attraversa l'ingresso: San Vittorino racconta una storia che va dal 96 d.C. al cinema di Andrej Tarkovskij.
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La Chiesa di San Vittorino è un rudere senza tetto, con facciata in calcare giallo e acqua che nasce dal pavimento per attraversare il portale. Nella Piana di San Vittorino troverete una sorgente sotterranea, tre navate diroccate, fenomeni carsici e sinkhole, un tempio delle ninfe dell'acqua, il martirio di San Vittorino di Amiterno e una chiesa ampliata tra il 1608 e il 1613.
In questa guida troverete cosa vedere, la storia, le leggende, il legame con il cinema e le indicazioni per organizzare l'arrivo.
Ecco come visitare San Vittorino al meglio.
Cosa vedere alla Chiesa di San Vittorino
L'edificio è diroccato, parzialmente sprofondato nel terreno e privo di copertura, ma conserva le mura perimetrali e la facciata monumentale in calcare giallo. È proprio questo contrasto tra le strutture rimaste e l'acqua a rendere il luogo così particolare.
All'interno, una sorgente sotterranea sgorga dal pavimento e defluisce dall'ingresso verso la campagna. La chiesa aveva tre navate e ospitava opere d'arte oggi custodite tra Cittaducale e Rieti.
Guarda i dettagli: il bassorilievo dell'Annunciazione e la fonte battesimale, entrambi del XIV secolo, sono nella cattedrale di Cittaducale; l'affresco è al museo diocesano di Rieti e l'altare in pietra nel cortile del centro anziani di Cittaducale.
Perché San Vittorino sprofonda
I nomi "chiesa sommersa", "chiesa nell'acqua" e "chiesa che sprofonda" raccontano la geologia della piana: qui si trovano sorgenti mineralizzate e fenomeni carsici, compresi i sinkhole, ciòè sprofondamenti improvvisi del terreno.
Nell'Ottocento il terreno sotto l'edificio iniziò a cedere e una sorgente emerse dal pavimento, allagando la chiesa e portandola all'abbandono. Secondo FAI, la falda era posta a soli 90 cm dal piano di campagna e lo sprofondamento fu probabilmente innescato dal terremoto del 1703.
Il terremoto del 1979 provocò il crollo del tetto. Nel gennaio 1988 la Provincia di Rieti avviò lavori urgenti per rallentare l'inabissamento ed evitare altri crolli. Una fonte del febbraio 2026 riportava che la chiesa era abbandonata e continuava a essere inghiottita dall'acqua.
Dal tempio delle ninfe alla chiesa
Prima della chiesa c'era un tempio romano dedicato alle ninfe dell'acqua, costruito accanto a una sorgente ritenuta sacra. Varrone definì questa zona "Umbilicus Italiae".
Nel 96 d.C. San Vittorino di Amiterno subì qui il martirio. Secondo I luoghi del silenzio, fu appeso a testa in giù su una sorgente sulfurea e morì dopo tre giorni.
FAI racconta che nel IV secolo fu realizzata una piccola cripta, che ospitò per un periodo il sepolcro del santo, trasferito ad Amiterno nel secolo successivo. La cripta fu sostituita da una chiesa tra il Trecento e il Quattrocento, sorta sui resti del tempio pagano delle ninfe dell'acqua.
L'aspetto dell'edificio deriva dai lavori di ampliamento iniziati nel 1608 e terminati nel 1613, voluti dal vescovo di Cittaducale Pietro Paolo Quintavalle. I luoghi del silenzio attribuisce il rifacimento a Giovanni Battista Soria oppure Antonio Trionfo. VisitLazio riporta invece che l'edificio attuale sarebbe stato eretto verso il 350 DC e restaurato nel XVII secolo.
San Vittorino nel cinema
Nel 1983 Andrej Tarkovskij scelse la chiesa per girare una sequenza di Nostalghia. Le pareti scoperte, la vegetazione e l'acqua all'interno hanno fatto di questo rudere una scelta precisa per il cinema.
La chiesa compare anche in Guida romantica a posti perduti: secondo I luoghi del silenzio, è la prima tappa del viaggio dei personaggi interpretati da Jasmine Trinca e Clive Owen.
Leggende della Piana di San Vittorino
La Piana di San Vittorino fu considerata sacra fin dall'antichità per le acque e gli sprofondamenti. Una leggenda racconta che nelle ore notturne emerga dall'acqua una figura capovolta, identificata con San Vittorino legato per i piedi.
Una leggenda d'acqua: VisitLazio riporta il racconto di un'acqua dolce e non sulfurea, ritenuta capace di guarire i malati e proteggere il borgo dalle pestilenze.
S Pol racconta che nel 1800, durante una cerimonia religiosa, dall'altare principale sarebbe scaturita una piccola vena d'acqua, accolta da chi gridava al miracolo. Sulla parete esterna della chiesa resta un'edicola con una Madonna.
Per proseguire nella zona, il Lago di Paterno porta con sé un'altra storia: VisitLazio riferisce che un tempo vi era un'isola galleggiante coperta di vegetazione, chiamata la "pancia" della dea Vacuna e scomparsa dopo l'inizio dell'Ottocento.
Come arrivare alla Chiesa di San Vittorino
La Chiesa di San Vittorino si trova nel comune di Cittaducale, in provincia di Rieti, Lazio, vicino alle Terme di Cotilia e al km 88,1 della Via Salaria.
Occhio alla sicurezza: non consideratela un monumento restaurato. È un edificio diroccato, senza tetto e soggetto a sprofondamento.
Idealista indicava nel febbraio 2026 passerelle in legno per entrare, invitando alla cautela per l'acqua e le condizioni del pavimento. I luoghi del silenzio, nel febbraio 2022, segnalava invece un rischio notevole di crolli e definiva molto pericoloso avvicinarsi o entrare nella struttura.
- Come arrivare: la stazione più vicina è Cittaducale, ma per raggiungere la chiesa bisogna proseguire in auto o con mezzi privati; da Rieti sono indicati circa 15 minuti in auto e da Roma circa un'ora e mezza (idealista.it, 2026-02-18)
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Viaggiatore instancabile, in solitaria o in compagnia, sempre pronto a partire verso qualsiasi angolo del mondo. Amo scoprire culture diverse, vivere esperienze autentiche e dimostrare che si può viaggiare senza limiti, anche con un budget intelligente. Risparmio dove serve, mi godo ogni momento e colleziono storie, incontri e ricordi che valgono più di qualsiasi souvenir
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