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Parco Naturalistico Archeologico di Vulci: scavi, natura e visita
Regione Lazio

Parco Naturalistico Archeologico di Vulci: scavi, natura e visita

Un pianoro di circa 120 ettari dove mura in tufo, necropoli, il Fiora e il Laghetto del Pellicone trasformano gli scavi di Vulci in una visita ricca di tappe.

di Fulpez

Testo scritto con l'intelligenza artificiale e revisionato dall'autore. 38 dati da 10 fonti, di cui 1 istituzionale. Verificato il 06/09/2026. I dati di prezzo, orario e accesso riportano la fonte e la data accanto al valore, e almeno una fonte è istituzionale. L'accessibilità non è verificata sul posto. Questa pagina non ha superato i controlli automatici di contenuto ed è stata pubblicata da una persona: le informazioni pratiche vanno verificate alla fonte.

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Il Parco Naturalistico Archeologico di Vulci è un viaggio tra rovine etrusche e romane, pascoli di Maremma, canyon vulcanici e acque del Fiora. Sul pianoro di circa 120 ettari si incontrano mura in tufo, cinque porte d'accesso, il Tempio Grande, il Laghetto del Pellicone, il Castello della Badia, il Ponte della Badia, necropoli e cavalli bradi.

In questa guida troverete gli scavi, i percorsi, le tombe, la natura del Fiora e le informazioni per organizzare la visita.

Ecco cosa vedere e fare a Vulci!

Cosa vedere tra gli scavi di Vulci

Vulci conserva i resti di una città etrusca e poi romana. Le mura in blocchi di tufo e le cinque porte d'accesso mostrano l'ampiezza dell'antico abitato, mentre il Tempio Grande risale al IV secolo a. C..

Nel parco sono segnalati tre itinerari: il percorso didattico di 1,5 km, il percorso breve di circa 2,3 km e quello completo di 3,5 km. Sono tre modi diversi per unire archeologia, camminata e soste lungo il pianoro.

Scegli il completo: il percorso di 3,5 km è quello da preferire per seguire il rapporto tra la città antica, il fiume e il paesaggio.

L'antica Velx era collegata al mare da un tragitto di soli 10 chilometri lungo il Fiora. Questo legame rende la passeggiata nel parco più ricca di quanto ci si aspetti da una semplice area di scavo.

Castello della Badia, Ponte della Badia e Museo Archeologico

Il Ponte della Badia attraversa il Fiora verso il Castello della Badia, che risale al XII secolo e ospita il Museo Archeologico di Vulci. Nel museo sono custoditi reperti provenienti dagli scavi dell'area urbana e delle necropoli, mentre il ponte supera le gole create dal fiume.

L'edificio nacque come abbazia benedettina dedicata a San Mamiliano. A inizio Cinquecento passò ad Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III, che ne modificò l'aspetto.

Necropoli di Vulci: Tomba François e Tumulo della Cuccumella

Le necropoli aggiungono sepolcri monumentali alla visita. La Tomba François, in località Ponte Rotto, è datata tra il 340 e il 330 a.C. ed è nota per il suo ciclo pittorico affrescato.

Il Tumulo della Cuccumella è alto 18 metri e ha un diametro di 70 metri: dimensioni che raccontano il paesaggio funerario attorno all'antica città.

Prenota la guida: per visitare le tombe della Necropoli Orientale è necessaria una guida, da prenotare entro 48 ore chiamando lo 0766.870179 oppure lo 0766.89298.

Curiosità: la Tomba François custodisce pitture considerate fra le più importanti mai scoperte nell'arte etrusca.

Natura del Fiora e Laghetto del Pellicone

Il parco si sviluppa lungo il basso corso del Fiora, tra Canino, Montalto di Castro e Manciano. Il fiume ha scavato un canyon nella roccia vulcanica scura, un tratto che cambia il volto della visita tra scavi e natura.

Il Laghetto del Pellicone è una tappa obbligata di ogni percorso. Nei pascoli del pianoro vivono vacche maremmane e cavalli bradi, mentre lungo le rive del Fiora trovano rifugio cinghiali, lepri e istrici; in primavera compaiono anche i gruccioni.

Curiosità e leggende del Ponte del Diavolo e del Laghetto del Pellicone

Il ponte presso il Castello dell'Abbadia è legato a una leggenda: per costruirlo sopra le gole del Fiora sarebbe stato necessario l'intervento del Diavolo. Il racconto narra che il Diavolo chiese l'anima del primo essere vivente che avrebbe attraversato il ponte.

Non è chiaro se a passare per primo fu un maiale, una capra, una pecora o una gallina, ma l'animale avrebbe beffato il Diavolo. Un'altra storia racconta di un tesoro etrusco nascosto sotto il Ponte dell'Abbadia e mai ritrovato.

Al Laghetto del Pellicone furono girate scene di "Tre Uomini e una Gamba" e "Non ci resta che piangere".

Cosa mangiare tra Vulci e Canino

Canino è una buona tappa per assaggiare l'olio extravergine di oliva DOP. Al Casaletto Mengarelli sono riportate degustazioni di carne alla brace, affettati, formaggi, pane casareccio, ortaggi e vini locali.

Fondazione Vulci nel 2026

Il 27 maggio 2026 la Determinazione n. G07231 ha perfezionato un impegno di spesa di € 300.000,00 per le attività della Fondazione Vulci nell'annualità 2026. Fondazione Vulci, Università Agraria di Tarquinia e Università di Macerata hanno partecipato a un incontro con Alberto Riglietti.

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Fonti

In evidenza le fonti istituzionali

A cura di

Fulpez

Viaggiatore instancabile, in solitaria o in compagnia, sempre pronto a partire verso qualsiasi angolo del mondo. Amo scoprire culture diverse, vivere esperienze autentiche e dimostrare che si può viaggiare senza limiti, anche con un budget intelligente. Risparmio dove serve, mi godo ogni momento e colleziono storie, incontri e ricordi che valgono più di qualsiasi souvenir

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