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Sinagoga di Magdala: storia e cosa vedere
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Sinagoga di Magdala: storia e cosa vedere

Due sinagoghe del Periodo del Secondo Tempio, distanti meno di 200 metri, e la Pietra di Magdala: un sito archeologico che racconta la Galilea di 2.000 anni fa.

di Fulpez

Testo scritto con l'intelligenza artificiale e revisionato dall'autore. 25 dati da 5 fonti. Verificato il 27/08/2026. I dati di prezzo, orario e accesso riportano la fonte e la data accanto al valore, ma nessuna delle fonti consultate è un ente pubblico: vanno verificati alla fonte ufficiale prima di partire. L'accessibilità non è verificata sul posto. Questa pagina non ha superato i controlli automatici di contenuto ed è stata pubblicata da una persona: le informazioni pratiche vanno verificate alla fonte.

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La Sinagoga di Magdala è un frammento della Galilea del Periodo del Secondo Tempio, tra pietre di basalto e calcare, sala centrale, due stanze, panche in pietra, mosaici, mura dipinte e rilievi legati al Tempio di Gerusalemme.

In questa guida troverete cosa osservare tra le rovine, la Pietra di Magdala, la scoperta delle due sinagoghe e il legame con Maria Maddalena e Flavio Giuseppe.

Ecco cosa vedere e fare a Magdala!

Cosa vedere nella Sinagoga di Magdala

La seconda sinagoga rinvenuta a Magdala è un edificio ampio e squadrato, costruito in basalto e calcare: comprende una sala centrale e due stanze aggiuntive. Lungo le pareti correva una panca in pietra, usata in uno spazio dedicato a incontro, lettura e studio.

Nella piccola stanza a sud è stata trovata una mensola in muratura rivestita di intonaco, che potrebbe essere stata utilizzata per custodire pergamene. È un dettaglio concreto che racconta la vita della comunità.

La Pietra di Magdala è una pietra calcarea incisa di circa 50 cm x 60 cm, rinvenuta nella sinagoga scoperta durante gli scavi del 2009.

Curiosità: la pietra bianca centrale aveva in origine 4 corni agli spigoli, poi tagliati; sulla superficie comparivano una grande rosetta, palme, due coppe e pani.

Le due sinagoghe di Magdala

Magdala custodiva due sinagoghe del Periodo del Secondo Tempio nello stesso insediamento, una scoperta riportata nel 2021. La prima venne rinvenuta durante gli scavi del 2009, mentre la seconda ha ampliato il quadro archeologico della città.

Le due strutture si trovavano a meno di 200 metri di distanza e furono in funzione dal 50 a.C. circa fino alla rivolta ebraica del 67 d.C.

La prima sinagoga aveva affreschi colorati e pavimenti a mosaico; la seconda presentava un pavimento di terra compatta e intonacata.

Magdala, Maria Maddalena e Flavio Giuseppe

Affacciata sulla costa nordest del Mare della Galilea, Magdala era un grande insediamento ebraico già 2.000 anni fa. I greci la chiamavano Taricheae e, quando fu distrutta dai Romani durante la prima rivolta ebraica nel 67 d.C., contava circa 30.000 residenti.

La città è ricordata nei testi sacri cristiani come luogo natale di Maria Maddalena. La sinagoga unisce quindi archeologia e memoria religiosa.

Magdala fu anche la base principale di Yosef Ben Matityahu, noto come Flavio Giuseppe, nella lotta contro i Romani in Galilea durante la Grande Rivolta.

Cosa raccontano gli archeologi sulla Sinagoga di Magdala

"Possiamo immaginare che Maria Maddalena e la sua famiglia venissero proprio in questa sinagoga".

Dina Avshalom-Gorni

Adi Erlich ha spiegato che la presenza di due sinagoghe mostra il bisogno di edifici destinati a incontri di carattere religioso e forse anche sociale.

Yehuda Govrin ha espresso l'intenzione di conservare la sinagoga sul posto e renderla accessibile ai visitatori secondo le indicazioni delle autorità.

Curiosità e leggende di Magdala

La sinagoga scoperta nel 2009 conserva tracce di una piattaforma pavimentata in mosaico e di mura dipinte e colorate. I rilievi mostrano anche prospettive del Tempio di Gerusalemme.

Nel 2021 erano note in Terra Santa solo dieci sinagoghe anteriori alla distruzione del Tempio di Gerusalemme. Magdala è quindi una testimonianza rara del periodo precedente al 70 d.C.

Tra i reperti recuperati figuravano recipienti di arenaria, materiale utilizzato nei rituali ebraici di purificazione.

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A cura di

Fulpez

Viaggiatore instancabile, in solitaria o in compagnia, sempre pronto a partire verso qualsiasi angolo del mondo. Amo scoprire culture diverse, vivere esperienze autentiche e dimostrare che si può viaggiare senza limiti, anche con un budget intelligente. Risparmio dove serve, mi godo ogni momento e colleziono storie, incontri e ricordi che valgono più di qualsiasi souvenir

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