Da lunedì 8 settembre 2025 è entrata in vigore una nuova regola sui visti USA che obbliga i richiedenti a sostenere il colloquio consolare esclusivamente nel Paese di residenza, dimostrando la residenza effettiva. Questa misura del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti comporta attese più lunghe e complicazioni per turisti, studenti e professionisti temporanei che intendono viaggiare negli USA.
Visto USA: colloquio solo nel Paese di residenza
La recente direttiva impone che le domande per visti non immigranti come quelli per turismo (B1/B2), studio (F/M) o lavoro temporaneo (H) prevedano il colloquio consolare esclusivamente nell’ambasciata o consolato del proprio Paese di residenza. Il Dipartimento di Stato avverte che fissare un appuntamento in una sede estera potrebbe compromettere la valutazione dell’idoneità e che le tariffe versate sono né rimborsabili né trasferibili. Questo provoca subito cancellazioni di appuntamenti prenotati all’estero e un aumento della domanda nelle sedi consolari dei Paesi più popolati, aggravando ulteriormente le liste d’attesa.
Tempi d’attesa aumentati per i visti USA
I tempi medi per un colloquio consolare negli USA variano molto, ma in alcune sedi la lista d’attesa supera già i 12 mesi. L’obbligo di tornare nel proprio Paese per il colloquio concentrerà ulteriormente le richieste su sedi già affollate, dove carenze di personale e restrizioni operative peggiorano il problema. Inoltre, le procedure di verifica approfondite, come i controlli background e l’“administrative processing”, possono estendere i tempi oltre la data di viaggio prevista, mettendo a rischio l’inizio di corsi universitari o impegni lavorativi. Di fatto, la flessibilità per l’intervista viene ridotta e questo aumenta la volatilità dei tempi d’attesa.
Impatto su turismo, istruzione e affari USA
Il cambiamento rischia di rallentare il settore turistico statunitense, che può subire cancellazioni di viaggi prenotati con largo anticipo, da crociere a matrimoni. Le università americane potrebbero vedere ritardi nell’immatricolazione degli studenti internazionali, mentre le imprese devono confrontarsi con pianificazioni più incerte per trasferte e assunzioni temporanee. Ogni giorno di ritardo nel rilascio del visto si traduce in costi aggiuntivi per biglietti, alloggi e programmi. Gli operatori consolari giustificano la norma con la necessità di verificare la residenza per ridurre il rischio di immigrazione irregolare. Tuttavia, associazioni di avvocati e operatori turistici lamentano una flessibilità ridotta in un mondo sempre più globale, e sottolineano l’ulteriore pressione sulle sedi consolari più affollate.
I richiedenti sono invitati a verificare immediatamente i requisiti di residenza, preparare la documentazione necessaria e monitorare i portali consolari per aggiornamenti e opzioni di emergenza. Per studenti e lavoratori è consigliato lavorare con università e datori di lavoro per eventuali lettere urgenti e considerare appuntamenti molto anticipati, prevedendo piani di riserva per viaggi non rimborsabili.