Mirko Casadei ci guida alla scoperta del liscio, un patrimonio culturale e sociale che rappresenta la vera Romagna. Il liscio non è solo un genere musicale ma un legame profondo, capace di unire tradizione, identità e territorio. Fin dalla prima frase, questa forma d’arte si rivela come uno strumento fondamentale per la comunità romagnola, un linguaggio che parla di storia, famiglia e festa collettiva.

Storia e radici del liscio romagnolo

Il liscio nasce dall’eredità di Secondo Casadei, con le sue polche e mazurche che ancora oggi animano le balere di Romagna. Raoul, suo figlio, ha reso il liscio una pratica sociale consolidata, con l’iconico invito “Vai col liscio!” che ha segnato la cultura popolare italiana. Questa musica ha trasformato spiagge e piazze in veri e propri centri di festa, generando uno sviluppo economico legato alle serate di ballo e agli eventi musicali che ne derivano.

Mirko Casadei e il rilancio contemporaneo del liscio

Oggi Mirko Casadei prosegue il percorso con la sua POPular Folk Orchestra e il Balamondo World Music Festival, che uniscono il liscio a nuovi linguaggi musicali globali. L’evento del 15 agosto fra Gatteo e Cesenatico, con la Mirko Casadei Big Band e l’Orchestra Sinfonica FORLÌMUSICA, dimostra come questa tradizione possa rinnovarsi senza perdere la sua funzione primaria di musica da danza. Questa contaminazione sinfonica è un ponte verso nuove platee, pur mantenendo intatto il ritmo e l’essenza del ballo tradizionale.

Il liscio come motore sociale e turistico

Non solo musica, ma vero e proprio motore di economia e socialità. Le balere rappresentano luoghi intergenerazionali, capaci di alimentare flussi turistici e favorire la fidelizzazione del pubblico, specialmente tra gli over 45. Questo modello culturale integra musica, danza e territorio, sostenendo così un sistema che genera decine di milioni di euro ogni anno. Tuttavia, la sfida resta mantenere il liscio vivo anche nei mesi meno turistici attraverso nuove politiche di formazione e circuitazione.