Il Labirinto della Masone, situato nella provincia di Parma nei pressi del comune di Fontanellato, è il più grande labirinto di bambù al mondo, realizzato con oltre 300.000 piante che creano un vero e proprio spettacolo di verde e architettura paesaggistica. Ideato dall’editore e collezionista Franco Maria Ricci, il progetto è nato nel 1977 da una promessa fatta a Jorge Luis Borges e si è concretizzato nel 2015 con l’apertura al pubblico. Oggi il labirinto è una meta privilegiata per il turismo lento e le visite culturali vicine ai grandi centri urbani, particolarmente apprezzata da chi cerca un’esperienza immersiva nella natura e nella cultura.

Origini e progettazione del labirinto di bambù

L’idea alla base del Labirinto della Masone nasce dall’amore di Ricci per i labirinti letterari e dalla volontà di creare uno spazio dove botanica e memoria culturale convivessero armoniosamente. Il progetto ha richiesto un’attenta pianificazione paesaggistica, con l’impianto di oltre 300.000 piante di bambù accuratamente selezionate per vigore, resistenza e adattabilità al clima padano. Il complesso comprende anche passerelle e una torre belvedere che offrono viste panoramiche, nonché edifici espositivi che custodiscono la collezione libraria e grafica di Ricci, trasformando l’opera in un polo culturale unico nel suo genere.

Turismo sostenibile e fruizione culturale

Il Labirinto della Masone si inserisce in un’offerta culturale rivolta a chi ama gite fuori porta e turismo lento, pur non essendo raggiungibile in meno di un’ora da Milano. Le visite valorizzano un’esperienza immersiva in natura e arte, ideale per una giornata di svago o un weekend culturale. La presenza di un polo attrattivo di questa portata genera importanti ricadute positive sull’economia locale, stimolando attività di ospitalità, ristorazione e altre offerte culturali nei dintorni. Il labirinto si distingue inoltre per la qualità della sua gestione paesaggistica e ambientale, che rispetta la biodiversità locale e promuove pratiche sostenibili.