La mostra inVisibili. Le pioniere del cinema a Roma si propone di riscrivere le origini del cinema italiano attraverso il recupero delle donne che ne hanno scritto la storia. Questa rassegna, ospitata dall’Istituto Centrale per la Grafica dal 16 maggio al 28 settembre 2025, evidenzia il ruolo centrale e spesso dimenticato delle registe, produttrici e tecniche femminili, come Elvira Notari e Giulia Cassini Rizzotto, valorizzando materiali restaurati come pellicole, sceneggiature e fotografie. Il progetto, promosso dal Ministero della Cultura e realizzato da Archivio Luce Cinecittà, offre un’occasione unica per riflettere su conservazione, accessibilità e narrazione nel cinema delle origini.

Percorso espositivo: protagoniste e materiali unici

La mostra è strutturata in 30 tappe, ciascuna dedicata a una pioniera del cinema italiano. Si possono ammirare proiezioni di pellicole restaurate, riviste storiche, documenti d’archivio e bozzetti, che restituiscono un quadro articolato delle funzioni femminili, non solo davanti alla macchina da presa ma anche dietro le quinte. In particolare, emergono ruoli come registe, sceneggiatrici, montatrici e produttrici, la cui memoria storica era spesso assente dalle narrazioni canoniche. Questo approccio multidisciplinare consente di riscoprire un patrimonio culturale variegato e fondamentale per comprendere la genesi del cinema italiano.

Tecnologia e restauro: innovazione per il patrimonio

Il restauro digitale delle pellicole rappresenta il cuore tecnologico della rassegna. Le opere sono state sottoposte a scansioni ad alta risoluzione, pulizia digitale e correzione cromatica per garantirne la fruibilità pubblica. Analogamente, la digitalizzazione avanzata dei documenti cartacei — con l’uso di OCR — rende i testi ricercabili e integrabili nei cataloghi online. Questa integrazione tra conservazione analogica e pipeline digitale è essenziale per trasformare materiali fragili in risorse accessibili, supportando al contempo pratiche archivistiche con metadati standardizzati. Infine, l’uso di strumenti di intelligenza artificiale permette di creare database complessi per ricostruire reti professionali e facilitare l’interoperabilità tra archivi.

Cosa vedere al museo: un’esperienza accessibile e educativa

Visitando inVisibili, gli spettatori possono immergersi in un percorso ricco di contenuti audiovisivi e documentari che raccontano vite spesso invisibili ma fondamentali. L’allestimento è pensato per garantire accessibilità e coinvolgimento, con proiezioni e materiali consultabili attraverso interfacce web intuitive. La mostra non è solo un’occasione per apprezzare la storia del cinema, ma anche un banco di prova per future politiche di inclusione di genere e innovazione tecnologica nel campo culturale. Per la didattica, offre materiali primari preziosi da integrare nei programmi educativi, promuovendo consapevolezza e diversità nel patrimonio audiovisivo italiano.