Il mantello di Mastro Titta rappresenta un simbolo potente di memoria storica e culturale legata alla giustizia penale dello Stato Pontificio. Conservati al Museo Criminologico di Roma, questo mantello annerito e la scure dall’impugnatura consumata appartennero a Giovanni Battista Bugatti, il celebre boia noto come Mastro Titta, attivo tra il XVIII e il XIX secolo. Oggi, grazie alle tecnologie museali avanzate, questi reperti non solo raccontano un passato macabro, ma offrono nuove prospettive per la conservazione digitale e la narrazione critica di un’epoca controversa.
Conservazione e digitalizzazione dei reperti storici
La conservazione del mantello tessile e della scure in ferro pone sfide specifiche, dalla stabilizzazione materiali al controllo ambientale con sensori IoT per temperatura e umidità. L’uso di tecniche non invasive, come l’imaging multispettrale e la spettroscopia FTIR, permette di analizzare fibre e corrosioni senza danneggiare i reperti. Inoltre, la digitalizzazione tramite scanner 3D e fotogrammetria genera digital twin ad alta risoluzione, utili sia per lo studio scientifico sia per la fruizione remota pubblica. Questi strumenti facilitano anche l’integrazione con standard aperti come IIIF e metadata strutturati, migliorando l’interoperabilità con archivi storici e piattaforme di ricerca.
Narrazione critica e responsabilità etica nel museo
Il Museo Criminologico di Roma utilizza la tecnologia per evitare la mera esposizione sensazionalistica del cosiddetto “macabro”, preferendo un approccio contestualizzato e informativo. Attraverso ambienti AR/VR, vengono ricostruite le campagne punitive, con mappe delle esecuzioni e riferimenti ai registri di servizio di Mastro Titta. Tuttavia, la digitalizzazione richiede responsabilità curatoriale: è fondamentale evitare spettacolarizzazioni, rispettare la sensibilità delle comunità e promuovere la partecipazione pubblica. Layer informativi esplicativi sulle normative penali e sulle condizioni socioeconomiche dell’epoca aiutano a comprendere il ruolo istituzionale della pena capitale nel contesto storico.