Il cyberattacco agli aeroporti di Bruxelles, Berlino e Heathrow ha scatenato un blackout digitale che ha paralizzato il check-in elettronico e la gestione bagagli, causando disagi significativi ai passeggeri e un impatto operativo senza precedenti. Questo episodio sottolinea quanto gli aeroporti dipendano da fornitori esterni e tecnologie digitali complesse, evidenziando rischi sistemici per il trasporto aereo in Europa e il turismo internazionale.
Impatto operativo e crisi nei principali aeroporti europei
L’attacco ha colpito il software Muse di Collins Aerospace, cruciale per le operazioni di check-in e smistamento bagagli a Bruxelles, Berlino e Londra Heathrow, uno degli scali più trafficati d’Europa. Conseguentemente, sono state cancellate oltre 29 rotte e si sono registrati ritardi pesanti, con più di 100 voli in ritardo a Londra. La gestione manuale delle operazioni d’emergenza, sebbene indispensabile, ha generato code lunghe e disorganizzazione, lasciando migliaia di passeggeri in difficoltà e compromettendo la regolarità del traffico aereo e l’efficienza delle catene logistiche aeroportuali.
Cause tecniche e vulnerabilità del sistema Muse
Non ancora definiti i dettagli tecnici, i primi riscontri indicano possibili vie di accesso tramite compromissione credenziali, ransomware o attacchi a servizi cloud integrati. Muse, che gestisce funzionalità di “common use” condivise tra diverse compagnie, ha mostrato come un singolo punto di crisi possa innescare effetti a cascata su molteplici operatori. A ciò si aggiunge la criticità dovuta alla dipendenza da un unico fornitore senza soluzioni di failover efficaci, e la carenza nei processi di recovery automatizzata, elementi che hanno amplificato l’impatto dell’attacco.
Conseguenze economiche e ripercussioni sul turismo
Oltre agli evidenti disagi operativi, le ricadute economiche coinvolgono compagnie aeree, aeroporti e l’intero settore turistico, con potenziali perdite legate a cancellazioni e ritardi. La normativa europea, come la direttiva NIS2 e il Regolamento UE 261/2004, impone obblighi stringenti di sicurezza e tutela dei diritti passeggeri, ma resta aperta la discussione su compensazioni in caso di attacchi di natura informatica. In termini turistici, l’interruzione delle operazioni ha rallentato le connessioni internazionali, incidendo negativamente sui flussi di visitatori e sulle economie locali dipendenti dal traffico aereo.